Intorno a noi

Prossedi si trova in provincia di Latina ed è un incantevole borgo medievale dove si respira aria buona e si può gustare un’ottima cucina. E’ rilassante addentrarsi tra i vicoletti del centro storico. Si trova a due passi dal mare ed è consigliatissima meta per una gita “fuori porta”.

Diversi sono i luoghi raggiungibili con pochi minuti di macchina, scopri quali…

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Abbazia di Fossanova

Sita nei pressi di Priverno, in provincia di Latina. L’abitato sito tutt’intorno ha l’aspetto di vicus e prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo (ora frazione di Priverno) era chiamata Fossa Nova. L’abbazia, in stile gotico cistercense, ma più precisamente in una visibile forma di transizione fra il romanico ed il gotico, è considerata la prima di questo stile in Italia (1187-1206), ha l’interno spoglio o quasi di affreschi (ne rimangono, almeno fino al 1998, alcuni brandelli sulle pareti) secondo l’austero memento mori dei monaci cistercensi. Nella foresteria vi è la stanza ove visse, pregò e meditò san Tommaso d’Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove morì nel 1274; ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota, il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo, composta da una lastra di marmo o travertino rettangolare.

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Castello dei Conti de Ceccano

L’attuale fortezza è il risultato di vari rimaneggiamenti che si sono avuti nel corso dei secoli.  L’edificio si origina da una torre d’avvistamento del VIII secolo costruita sull’area dell’antica acropoli.
Nel Medioevo il castello assume grande importanza divenendo il centro della contea dei Conti de Ceccano, un potente stato autonomo.
Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 con l’estinzione della nobile famiglia il castello e i loro beni passarono alla famiglia dei Caetani. Nel 1523, tramite Bolla Papale, Ceccano divenne feudo di Prospero Colonna.
Nei secoli successivi cominciò la fase di declino del castello che venne destinato a carcere e, dal 1734, venne totalmente convertito in luogo di pena e di reclusione per volere di Fabrizio Colonna.
Il tribunale generale dello stato venne trasferito a Ceccano, assieme all’archivio e alle carceri, dalla vicina città di Pofi. Al castello si aggiunsero altri edifici per soddisfare le nuove esigenze di governo e creare il tribunale, l’infermeria, la cappella e dei ballatoi esterni per collegare le due ali del carcere (maschile e femminile).
Nel 1816 i beni dei Colonna vennero acquisiti dal Marchese Berardi. Tra le varie opere di rinnovamento il castello venne restaurato ed innalzato con l’aggiunta di finestre a trifora ed una merlatura sul tetto e sulla torre.
Con la chiusura del carcere nel 1973 il castello venne abbandonato. In seguito è stato acquistato dal Comune e parzialmente restaurato al fine anni ’90. Dal 2012 è visitabile nei fine settimana grazie all’Associazione Cultores Artium.
All’esterno il castello conserva molti elementi medievali.
Il rivellino, la torre di difesa dell’ingresso principale con pregevoli portali gotici e nella parte alta sono visibili le tracce di una piombatoia, il foro dal quale si gettavano liquidi bollenti sui nemici.
Nell’antica corte d’onore si notano resti della merlatura ghibellina che testimonia la politica favorevole all’imperatore dei conti di Ceccano. In basso si trova un rosone ottagonale, un chiaro omaggio alla famiglia degli Svevia che avevano rapporti con i nobili ceccanesi. Il rosone è molto simile a quello di Priverno, Fossanova e Ferentino.
Nell’antica piazza d’armi, dominata dall’alto torrione, si trovano gli edifici aggiunti nell’epoca del carcere: il tribunale, l’infermeria e la cappella.

Visita www.castellodeicontidiceccano.it

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Terracina

La città è situata nell’agro pontino al bordo meridionale della pianura stessa, a sud del promontorio del Circeo, in prossimità della foce del fiume Amaseno, sulla costa tirrenica (golfo di Gaeta); la città si sviluppa da una propaggine del Monte Sant’Angelo, dove giace il centro storico, fino al lungomare Circe. La rupe di Pisco Montano segna nettamente il confine meridionale del centro abitato; a sud si apre la pianura di Fondi, a nord l’urbanizzazione digrada progressivamente verso la campagna aperta e i borghi rurali.

Nel territorio comunale scorre il fiume Portatore.

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Museo di Priverno

Recentemente riaperto al pubblico nella nuova sede del prestigioso Palazzo Valeriani Guarini Antonelli, il nuovo Museo Archeologico si avvale di un allestimento originale e innovativo, inserito all’interno di un edificio storico di cui si può ammirare la facciata, decorata con la tecnica del “graffito”, e gli interni, impreziositi da un ciclo pittorico in tardo Liberty, realizzati negli anni ’20 del novecento da artisti di ambiente romano.

In 13 sale si sviluppa il racconto dell’antica Privernum e del suo territorio in una narrazione rigorosamente scientifica ma anche, a tratti, suggestiva e volutamente scenografica, nella quale trovano spazio le testimonianze della vita pubblica e privata degli abitanti della città. Tra i materiali esposti spiccano per bellezza i decori marmorei che abbellivano il teatro cittadino, tra i quali una serie di statue raffiguranti l’Imperatore Claudio e i suoi familiari.

Di grande pregio sono, inoltre, pavimenti delle domus, tra cui il sontuoso mosaico policromo del I secolo a.C. impreziosito da un lunga soglia musiva che rappresenta un paesaggio lungo il Nilo dove una ricca fauna e una rigogliosa flora fanno da scenario a vignette animate da Pigmei.

Alla già ricca sezione dedicata alla vita quotidiana si è aggiunto un settore riservato alle donne, al loro lavoro quotidiano nella casa, soprattutto la tessitura, e la cura della persona, realizzata con l’ausilio di tanti piccoli manufatti che ricordano molto gli oggetti da noi impiegati abitualmente.